Liana Ghukasyan

Nata in Germania nel 1986, di origine armena. Attualmente vive e lavora a Milano.

Artist Description

liana_ghukasyan_fotoNata in Germania con cittadinanza armena. Studia all’ Accademia di Belle Arti di Brera, Milano, al Collegio di Belle Arti di P. Terlemezyan nella città di Jerevan e alla Scuola di Belle Arti di Cambarak, Armenia. È membro dell’Unione Artisti della Repubblica Armena. Oltre che pittrice Ghukasyan, da giovanissima, lavora come curatrice di film e scenografie teatrali per spettacoli realizzati dall’Associazione New Live in Armenia. É curatrice di “Cinema-Club” presso l’Associazione Italia-Russia a Milano. Vincitrice di numerosi premi internazionali tra cui nel 1995 “Donne di Caucaso”, primo Premio al concorso di Pittura Unicef, Armenia Erevan; nel 2010 “Premio Amici di Brera” Accademia di Belle Arti di Brera, Milano; e nel 2011 ottiene il primo premio nel concorso internazionale “Il mondo in Russo”.
La ricerca di Liana Ghukasyan è estrema. Nella raffigurazione del corpo femminile, quasi sempre il proprio, l’espressione è dirompente sia dal punto di vista tecnico che concettuale. Attinge ai racconti della sua esperienza personale, che viviseziona e indaga con passione. La sua tecnica pittorica gestuale riattualizza l’espressionismo rendendolo contemporaneo nel fermento intricato di un pathos concepito dall’unione della carne e dello spirito.
Tra le Esposizioni Personali (selezione): nel 2013 “Credo nella storia dei miei piedi, e dei fiori gialli”, cura di Giuditta Deodato, Progetto elm-arte, Milano. Tra le Esposizioni Collettive (selezione): nel 2013 “Sankta Sango” presentato da Vuotociclo, Castello dell’Ovo e PAN (Palazzo delle Arti di Napoli) Napoli; “Shingle22j” cura di Elisabetta Civitan, Biennale d’Arte Contemporanea di Anzio e NettunO; nel 2011 “Installation in Progress” Armenian Center for Contemporary Experimental Art (ACCEA) Yerevan, Armenia; “Fuzzi-Art” Arte e confine, a cura di Giuditta Deodato, Progettoarte-elm Milano; nel 2010 “Multi-Layered Identity and Social Structure”, Armenian Center for Contemporary Experimental Art (ACCEA) Yerevan, Armenia, a cura di Sonia Balassanian.

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